Piccolo reportage realizzato in un mattino dello scorso dicembre.

Da alcune settimane ogni mattina c’era sulla città una pesante e densa nebbia, fatto piuttosto insolito per questa città. Era da giorni che mi dicevo di dover esplorare quest’atmosfera, così una domenica mattina mi sono svegliato molto presto e sono uscito. Lo spettacolo non ha deluso le mie aspettative. Non c’era quasi nessuno in giro; le strade e le piazze ancora addormentate erano avvolte da un silenzio onirico. La nebbia inghiottiva la città, lasciando intravedere le cose solo a chi aveva il desiderio di addentrarsi al suo interno. Sembrava di essere in una bolla oltre la quale non esisteva più niente; camminando, creavo e distruggevo la città, che si materializzava davanti a me, mentre scompariva alle mie spalle. Anche il tempo era sospeso; a luce immobile, sempre uguale a se stessa durante il mio lungo vagare senza meta, aveva privato le ore del loro significato. Ed anche io, insieme alla città, avevo perso il tempo e lo spazio, ogni riferimento, naufrago in quel dolce mare.

 

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